Le risposte alle domande più importanti su fid.ai, su come gestisce i messaggi e l'agenda, e sul controllo che mantieni su ogni risposta.
Di default l'assistente prepara una bozza precisa e aspetta la tua approvazione: leggi e invii con un tocco. Se preferisci, puoi abilitare l'invio automatico solo per determinati orari o tipi di richiesta (es. orari di apertura o conferme appuntamento). Sei sempre tu a decidere il livello di autonomia.
Durante il pilota non paghi nulla. Dopo sarà un abbonamento mensile, senza vincoli: i prezzi li stiamo definendo, anche grazie alle risposte al questionario.
Sì. Al primo messaggio l'assistente si presenta come assistente virtuale basato su intelligenza artificiale e chiede al cliente di leggere l'informativa e dare il consenso. Se preferisce di no, gli rispondi tu personalmente, come sempre.
No: continui a usare il tuo numero e la tua app di sempre. Se preferisci tenere separato il lavoro, potrai avere anche un numero dedicato allo studio.
Il collegamento avviene tramite il login sicuro e autorizzato di Google (OAuth). fid.ai legge solo le disponibilità per proporre ai clienti gli orari liberi e aggiunge o sposta gli appuntamenti concordati. Non accede a email, contatti o altri dati del tuo account Google.
Sì. I nostri server sono in Europa (OVHcloud, Francia) e i vocali vengono trascritti lì, senza passare da servizi esterni. Per preparare le risposte, il testo dei messaggi passa da OpenRouter ai modelli Gemini di Google, negli Stati Uniti, con le garanzie previste dal GDPR. Nessuno usa i messaggi per addestrare modelli di intelligenza artificiale. L'elenco completo è nella pagina Fornitori.
L'assistente riconosce i propri limiti. Se una richiesta ha bisogno di una tua valutazione, fid.ai non risponde al posto tuo: ti avvisa, e intervieni tu.
Partiamo da WhatsApp, che è il canale più utilizzato dai clienti. La piattaforma è progettata per estendersi progressivamente alla gestione centralizzata di Instagram, Facebook Messenger e altri canali di messaggistica.
Luca Bertaggia, che l'ha fondata a Torino, e un socio tecnico. Luca lavora all'Università di Torino, dove automatizza con l'intelligenza artificiale i lavori che si ripetono a mano: fid.ai nasce dalla stessa idea, togliere ai professionisti le risposte ripetitive su WhatsApp lasciando a loro l'ultima parola. Vuoi conoscerlo? Prenota un quarto d'ora in videochiamata.
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